{"id":1480,"date":"2021-07-30T13:30:34","date_gmt":"2021-07-30T11:30:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pubblicitaincambiomerce.it\/?p=1480"},"modified":"2026-04-20T12:05:23","modified_gmt":"2026-04-20T10:05:23","slug":"radio-giorgetti-attenzione-a-non-inciampare-sul-tusmar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/grupponext.net\/en\/2021\/07\/30\/radio-giorgetti-attenzione-a-non-inciampare-sul-tusmar\/","title":{"rendered":"Radio &#8211; Giorgetti, attenzione a non inciampare sul TUSMAR"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>I radiofonici rischiano di perdere il treno della riforma<\/p><\/blockquote>\n<p>Quando abbiamo letto alcuni dei contributi che formano il dossier radiofonico della riforma del <strong>Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici Digitali (TUSMAR)<\/strong>, non volevamo credere ai nostri occhi. Tanto che ce li siamo stropicciati ed abbiamo dato attenta rilettura. Tutto vero, invece. E purtroppo. Vediamo cosa \u00e8 successo. Anzi, cosa sta succedendo; posto che, forse (e speriamo), i giochi non sono ancora conclusi.<\/p>\n<p><strong>Matrioske<\/strong><\/p>\n<p>Partiamo da un dato di fatto: il sistema media italiano soffre di nanismo di scala. I superplayer mediatici sono nani verso gli <strong>OTT<\/strong>. Il sistema radiofonico italiano, da sempre, vive \u2013 sotto il tavolo \u2013 delle briciole cadute dal (sempre meno) lauto pasto dei player tv. Gran parte delle radio locali italiane sopravvive (sempre pi\u00f9) miseramente nell\u2019ombra di quelle nazionali.<\/p>\n<p><strong>Nanismo imprenditoriale<\/strong><\/p>\n<p>La causa del nanismo imprenditoriale diffuso \u00e8 da tutti questi soggetti (fuori dagli OTT) da sempre addebitato \u2013 in particolare dalle rappresentanze di categorie (in verit\u00e0 sempre meno rappresentative) \u2013 ad una regolamentazione anacronistica ed imbrigliatrice. Che, con lacci e lacciuoli ormai scollegati dalla realt\u00e0 fattuale (e in certi casi anche giuridica), impedisce l\u2019attivit\u00e0 in un mercato sempre pi\u00f9 competitivo.<\/p>\n<p><strong>Anacronismo giuridico<\/strong><\/p>\n<p>Dato di concetto: se nel linguaggio comune l\u2019anacronismo \u00e8 una disfunzione cronologica, nel mondo giuridico esso si manifesta allorch\u00e9 la norma si presenta in contrasto con l\u2019evoluzione dell\u2019ordinamento. Una circostanza, questa, che pu\u00f2 condurre sino all\u2019illegittimit\u00e0 sopravvenuta del dato normativo.<br \/>\nObiettivo di un T.U.<\/p>\n<p>E, infatti, tra i compiti di un Testo Unico (quale \u00e8 il TUSMAR, quindi) c\u2019\u00e8 proprio quello di correggere gli anacronismi giuridici.<\/p>\n<p><strong>TUSMAR<\/strong><\/p>\n<p>E nel TUSMAR di anacronismi ce ne sono tanti. Troppi.<br \/>\nUno, macroscopico (che spesso abbiamo portato in evidenza su queste pagine), \u00e8 l\u2019art. 2, comma 1, lettera v) del D. Lgs. 177\/2005 (il formante giuridico del T.U.), che stabilisce l\u2019ambito locale radiofonico, fissandolo fino a 15 mln di abitanti (inclusa la copertura di soggetti controllati o collegati). La stessa fonte normativa, alla lettera z), connota l\u2019ambito televisivo locale in \u201cuno o piu\u2019 bacini, comunque non superiori a dieci, anche non limitrofi, purch\u00e9 con copertura inferiore al 50 per cento della popolazione nazionale\u201c. Una evidente quanto ingiustificata discriminazione.<\/p>\n<p><strong>Prandi: fissare paletti ha davvero poco senso<\/strong><\/p>\n<p>Due settimane fa avevamo chiesto ad un importante editore locale, <strong>Gianni Prandi<\/strong> della superstation <strong>Radio Bruno<\/strong>, se avesse ancora senso la distinzione (ormai spesso solo amministrativa) locale\/nazionale?<\/p>\n<p>\u201cDipende cosa si intende per Radio Locale\u201d, ci aveva risposto Prandi. \u201cSe si intende una radio che cerca di parlare ed essere presente nel territorio che copre, allora sicuramente s\u00ec. La distinzione invece classica la intendo superata dai fatti. Ci sono molte radio cosiddette locali che coprono molte regioni, a volte quasi tutte. Se poi aggiungiamo il discorso web, che ormai tutti hanno, credo che sia illogico fissare paletti che ormai hanno davvero poco senso\u201c. Un discorso di buon senso, all\u2019evidenza.<\/p>\n<p><strong>Normalizzazione, finalmente<\/strong><\/p>\n<p>Quindi, ci si sarebbe attesi che la proposta di normalizzare la dimensione diffusiva di una radio locale via etere rispetto a quella di una televisione locale nell\u2019ambito della revisione del TUSMAR fosse salutata da tutti (editori nazionali e locali) come un segnale di adeguamento ai tempi ed al mercato. Prima che una indispensabile correzione di una stortura giuridica.<\/p>\n<p><strong>E invece no<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019audizione pubblica sul riordino del TUSMAR in attuazione della direttiva (UE) 2018\/1808, una serie di radio locali ha invece contestato al ministro allo Sviluppo Economico Giorgetti ed alla sottosegretaria Ascani la normalizzazione della diffusione radiofonica verso quella televisiva.<\/p>\n<p><strong>La motivazione?<\/strong><\/p>\n<p>La motivazione opposta dai radiofonici locali contrari alla possibilit\u00e0 di una (propria) crescita \u00e8 che l\u2019estensione della dimensione diffusiva sarebbe poi sfruttata dalle radio nazionali. Le quali, cos\u00ec, concorrerebbero sul mercato pubblicitario attraverso ulteriori reti paranazionali.<br \/>\nAl di l\u00e0, della contorsione del ragionamento (per dirla alla fiorentina: \u201cSi fa come quello che si tagli\u00f2 i\u2019 cinci pe\u2019 fa\u2019 dispetto alla moglie\u201c) che dovrebbe fa drizzare le antenne, per rimanere in tema, a rendere ancora pi\u00f9 paradossale la questione c\u2019\u00e8 un altro fatto. Si fa come quello che si tagli\u00f2 i\u2019 cinci pe\u2019 fa\u2019 dispetto alla moglie<\/p>\n<p>Cio\u00e8 che, a lamentarsi, a quanto risulta dai documenti che abbiamo esaminato, ci sarebbero anche alcune radio nazionali. Le quali, pur gestendo nei loro gruppi radio locali che con la riforma potrebbero crescere, sono spaventate dal fatto che alcune superstation potrebbero svilupparsi oltre gli attuali limiti. Si fa come quello che si tagli\u00f2 i\u2019 cinci pe\u2019 fa\u2019 dispetto alla moglie.<\/p>\n<p><strong>Sensitivi<\/strong><\/p>\n<p>La nostra sensazione, in realt\u00e0, \u00e8 che, da una parte, ci siano pesanti strumentalizzazioni delle radio locali direttamente dal loro interno e, dall\u2019altra, non ci siano affatto idee chiare ed innovative sul futuro mediatico da alcuni editori nazionali.<\/p>\n<p><strong>L\u2019illuminazione di Giorgetti ed Ascani<\/strong><\/p>\n<p>Ora speriamo che il ministro Giorgetti e la sottosegretaria Ascani, che nei giorni scorsi si sono mostrati lungimiranti verso la necessit\u00e0 di evitare lo tsunami del sistema tv locale attraverso uno switch-off troppo ravvicinato ed un bando FSMA a met\u00e0 agosto \u2013 esigenza esaltata fino allo sfinimento dalla nostra testata, cui si erano accodate le associazioni di categoria (e non viceversa, \u00e8 opportuno evidenziarlo ai deboli di memoria) \u2013 siano altrettanto \u201cilluminati\u201d in tema di \u201cilluminazione radiofonica\u201d. Non facendosi condizionare da retaggi da medioevo radiofonico. O da interessi apparenti di radio locali.<\/p>\n<p><strong>In collaborazione con: <a href=\"https:\/\/www.newslinet.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">newslinet.com<\/a><\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I radiofonici rischiano di perdere il treno della riforma Quando abbiamo letto alcuni dei contributi che formano il dossier radiofonico della riforma del Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici Digitali (TUSMAR), non volevamo credere ai nostri occhi. Tanto che ce li siamo stropicciati ed abbiamo dato attenta rilettura. Tutto vero, invece. 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