{"id":1530,"date":"2021-08-20T08:47:31","date_gmt":"2021-08-20T06:47:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pubblicitaincambiomerce.it\/?p=1530"},"modified":"2026-04-20T11:56:30","modified_gmt":"2026-04-20T09:56:30","slug":"radio-a-settembre-confronto-con-mise-su-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/grupponext.net\/en\/2021\/08\/20\/radio-a-settembre-confronto-con-mise-su-futuro\/","title":{"rendered":"Radio &#8211; A settembre confronto con MISE su futuro"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Dubbi: incontro di facciata o volont\u00e0 di collaborare? Ma cosa sta dietro al blitz di luglio?<\/p><\/blockquote>\n<p>Dopo il furibondo scontro sulla riforma del <strong>TUSMAR<\/strong> (Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici Digitali) di qualche settimana fa, a seguito dello scoop di NL su pericolose ipotesi di spegnimenti progressivi della FM, il Mise (evidentemente sollecitato da un ministro <strong>Giorgetti<\/strong> finito suo malgrado sulla graticola della gi\u00e0 incandescente estate) aveva rassicurato gli animi. Nessun blitz: le nuove regole (del TUSMAR) saranno decise insieme, aveva spiegato il dicastero. Partendo da un incontro fissato per il 9\/9\/2021. Almeno questa volta pi\u00f9 pubblicizzato dei precedenti.<\/p>\n<p><strong>Associazioni silenti durante e dopo il blitz<\/strong><\/p>\n<p>Se le associazioni di categoria hanno continuato a rimanere in ferie anticipate, anche davanti a tale annuncio (generando cos\u00ec dubbi e perplessit\u00e0 sul loro ruolo), tra i player pi\u00f9 attivi durante la vicenda regna per\u00f2 lo scetticismo.<br \/>\nLorenzo Suraci, presidente di RTL 102.5, raggiunto da NL, si \u00e8 mostrato perplesso ed attendista: \u201cVedremo. Certo, l\u2019approccio istituzionale mostrato nelle scorse settimane non mi \u00e8 piaciuto\u201d. Il riferimento dell\u2019editore della prima radio nazionale \u00e8 evidentemente a quello che era sembrato un blitz per mettere davanti al fatto compiuto gli editori.<\/p>\n<p><strong>Cui prodest?<\/strong><\/p>\n<p>Per cercare di capire la genesi di quello che, in questa ottica, appariva quel blitz che poi il Ministero dello sviluppo economico si \u00e8 affrettato a smentire come tale, occorre fare una analisi puntuale della questione.<\/p>\n<p><strong>Gli argomenti sulla griglia<\/strong><\/p>\n<p>Tra gli argomenti che andranno sul tavolo per la definizione delle nuove regole del TUSMAR (indubbiamente necessitante di epurazione da anacronismi giuridici) ci saranno la pianificazione delle frequenze per il DAB+, inchiodata per le questioni adriatiche e il coordinamento delle frequenze FM oggetto di situazioni interferenziali estere (sembra per fortuna accantonata l\u2019ipotesi allarmante di quelle potenziali). Ma anche le soluzioni di switch-over analogico\/digitale in luogo di preoccupanti switch-off ravvicinati.<\/p>\n<p><strong>Incrocio<\/strong><\/p>\n<p>Su queste pagine, nelle scorse settimane, abbiamo ventilato un\u2019ipotesi incrociando i problemi. Il DAB+ necessita di frequenze per concluderne la pianificazione. Per farlo \u00e8 imprescindibile un coordinamento internazionale che dia la possibilit\u00e0 di ottenerne il massimo possibile attraverso concessioni (nel senso di flessibilit\u00e0) dei confinanti. I quali, tuttavia, soprattutto sull\u2019area adriatica, chiedono parimenti disponibilit\u00e0 a risolvere gli annosi problemi interferenziali in FM. Per i quali fin qui l\u2019Italia ha dimostrato un approccio, diciamo, improduttivo.<\/p>\n<p><strong>Patto scellerato?<\/strong><\/p>\n<p>Da qui l\u2019ipotesi di un patto scellerato concluso (o comunque ipotizzato) durante i negoziati: pi\u00f9 frequenze per il DAB+ a fronte di spegnimenti di frequenze FM non coordinate ed interferenti. E siccome le uniche frequenze italiane FM coordinate a livello internazionale sono quelle della RAI (il cui direttore, Roberto Sergio, aveva proprio lanciato su queste pagine l\u2019ipotesi di uno switch-off FM), a farne le spese sarebbero le emittenti private.<\/p>\n<p><strong>Diritti d\u2019uso<\/strong><\/p>\n<p>Ma tra il dire ed il fare ci sono i pasticci amministrativi sedimentati: come revocare diritti d\u2019uso FM non assegnati? Il problema sul piano giuridico non \u00e8 di facile soluzione. Anche perch\u00e9, non essendo al cospetto di frequenze assegnate (come per il DTT), la dismissione non potrebbe essere oggetto d\u2019indennizzo.<\/p>\n<p><strong>Indennizzi<\/strong><\/p>\n<p>Soluzione, questa, che consentirebbe a qualche soggetto non interferente di uscire di scena volontariamente liberando risorse a favore di altri che invece eserciscono impianti incompatibili.<\/p>\n<p><strong>Piano risolutore<\/strong><\/p>\n<p>Attraverso l\u2019assegnazione di frequenze (il tardivo Piano FM, per l\u2019appunto) si potrebbe poi procedere ad una revoca dei diritti incompatibili a fronte di un indennizzo, esattamente come effettuato con il DTT. E, soprattutto, verrebbe azzerato l\u2019impiego di frequenze FM cosiddette ridondanti, conseguente alla mancata pianificazione. Situazione che ha imposto un approccio contrario alla logica: utilizzare frequenze sussidiarie per compensare le interferenze.<\/p>\n<p><strong>Quel che resta del giorno<\/strong><\/p>\n<p>In questa ottica, un piano FM con (almeno) 31 anni di ritardo potrebbe consentire \u2013 nell\u2019ipotesi dietrologica descritta \u2013 la prospettiva di una convivenza pacifica coi confinanti per quel che resta della vita della FM, in attesa della migrazione definitiva alla diffusione digitale (DAB+, IP, DTT, sat).<\/p>\n<p><strong>Azzeramento<\/strong><\/p>\n<p>Una prospettiva che chiaramente non piace agli editori, che vedrebbero completamente azzerati gli investimenti effettuati per l\u2019acquisizione di frequenze per un\u2019autoregolamentazione in surrogazione a quanto non fatto dallo Stato. Senza considerare la soluzione di continuit\u00e0: il patrimonio di presintonizzazione verrebbe in gran parte spazzato via, attraverso assegnazioni di frequenze diverse da quelle storicamente conosciute dal pubblico. Anche se l\u2019utenza spesso non conosce la frequenza FM sulla quale ascolta la stazione preferita, essendo la ricerca ormai delegata ad autoradio che indicano il nome e non il valore frequenziale durante la scansione.<\/p>\n<p><strong>Montefusco (RDS): non accetteremo una strada traumatica e penalizzante per utenti ed imprese verso il futuro<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cSia chiaro, nessuno si illude sul futuro analogico della FM. La strada sar\u00e0 lunga e non accetteremo che sia traumatica e penalizzante per i cittadini e per le nostre imprese. Ci sono mille detti e proverbi che consigliano di non sprecare ci\u00f2 che ci appartiene che \u00e8 fondamento della nostra storia\u201d<\/em>, aveva commentato su NL Eduardo Montefusco, presidente di RDS, in un duro articolo di replica all\u2019ipotesi di switch-off paventato da Roberto Sergio di Radio RAI.<br \/>\nOra l\u2019appuntamento \u00e8 al 9 di settembre. Quantomeno per cercare di capirne di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>In collaborazione con: <a href=\"https:\/\/www.newslinet.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">newslinet.com<\/a><\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dubbi: incontro di facciata o volont\u00e0 di collaborare? Ma cosa sta dietro al blitz di luglio? 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