{"id":1953,"date":"2022-04-22T15:45:20","date_gmt":"2022-04-22T13:45:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pubblicitaincambiomerce.it\/?p=1953"},"modified":"2026-04-20T11:39:48","modified_gmt":"2026-04-20T09:39:48","slug":"media-switch-off-fm-dab-cosa-ce-di-vero-e-cosa-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/grupponext.net\/en\/2022\/04\/22\/media-switch-off-fm-dab-cosa-ce-di-vero-e-cosa-no\/","title":{"rendered":"Media &#8211; Switch-off FM\/DAB, cosa c\u2019\u00e8 di vero e cosa no"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Si prevede, nella sostanza, il crollo di quel muro di Berlino che ha impedito l\u2019attuazione del Piano FM, previsto dal 1990, ma mai attuato<\/p><\/blockquote>\n<p>Perch\u00e9 si parla cos\u00ec tanto di switch-off FM\/DAB+? Cosa c\u2019\u00e8 di probabile e cosa d\u2019inverosimile nella ridda di interventi sul controverso tema, da oltre un anno a questa parte? Intanto va detto che quello che fino al 2020 era un tab\u00f9, ora trova insospettabili proseliti. Ad avere fatto cadere il velo sull\u2019ipotesi di uno switch-off FM\/DAB+ entro il 2030 \u00e8 stato, proprio su queste pagine, Roberto Sergio, direttore di Radio RAI.<\/p>\n<p><strong>Lapidato\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Immediatamente attaccato da gran parte della radiofonia privata italiana.<\/p>\n<p><strong>\u2026 e rivalutato<\/strong><\/p>\n<p>La quale, per\u00f2, nel tempo, si \u00e8 molto ammorbidita. Arrivando, anche in qualche caso autorevole, a togliere dal piedistallo la diffusione analogica della Radio.<\/p>\n<p><strong>In medio stat virtus<\/strong><\/p>\n<p>Sebbene un abbandono completo della FM (cio\u00e8 uno switch-off FM\/DAB+) entro il 2030 potrebbe essere poco probabile, \u00e8 ragionevole attendersi pesanti contraccolpi all\u2019infrastruttura analogica ben prima di tale data (il 2025 non \u00e8 utopico).<\/p>\n<p><strong>Scenari<\/strong><\/p>\n<p>Come anticipato qualche giorno fa, NL ha potuto visionare un documento d\u2019indirizzo politico che ipotizza alcuni scenari di regolamentazione del settore alla luce di contingenze tecnologiche e giuridiche (necessit\u00e0 di coordinamento internazionale).<\/p>\n<p><strong>Il crollo del muro<\/strong><\/p>\n<p>Si prevede, nella sostanza, il crollo di quel muro di Berlino che ha impedito l\u2019attuazione del Piano FM, previsto dal 1990, ma mai attuato. Non tanto per indisponibilit\u00e0 del Ministero, va detto, ma per precisa volont\u00e0 degli stessi operatori. I quali avevano compreso, da una parte, che un piano di assegnazione avrebbe destabilizzato profondamente equilibri consolidati e rallentato avvicendamenti e, dall\u2019altra, che il trading delle frequenze era un gran bel business.<\/p>\n<p><strong>Lo status quo FM non \u00e8 pi\u00f9 un dogma<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 a oltre 30 anni di distanza \u2013 e proprio in prossimit\u00e0 di un forte avvicendamento digitale \u2013 occorrerebbe pianificare la modulazione di frequenza?<\/p>\n<p><strong>Ordini<\/strong><\/p>\n<p>Per due ordini di motivi.<\/p>\n<p>Il primo, giacch\u00e9 senza una pianificazione sarebbe impossibile giungere a quell\u2019improrogabile coordinamento internazionale FM per cui il nostro Paese si \u00e8 impegnato.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8, invece, connesso inscindibilmente al primo: solo a seguito della risoluzione delle problematiche interferenziali FM potr\u00e0 essere definito l\u2019impiego coordinato con gli stati confinanti delle frequenze necessarie per lo sviluppo del DAB+. In altri termini, bisogna impedire che il cane continui a mordersi la coda.<\/p>\n<p><strong>I conti non tornano<\/strong><\/p>\n<p>Lo sviluppo della radio digitale, tuttavia, non dovrebbe contemplare necessariamente lo spegnimento della FM, in quanto, a differenza del refarming TV, con la radiofonia non abbiamo condivisione di frequenze. In sostanza, non occorre dismettere una piattaforma distributiva per far posto all\u2019altra.<\/p>\n<p><strong>Allora dove sta il problema?<\/strong><\/p>\n<p>Il nodo gordiano, piuttosto, \u00e8 che le frequenze FM italiane coordinabili con gli stati esteri non superano il 60-70% delle attuali (secondo qualcuno il 50, secondo altri, pi\u00f9 possibilisti, l\u201980%). \u00c8 vero che un Piano di assegnazione non potr\u00e0 prevedere le attuali ridondanze; ma, comunque, \u00e8 chiaro che spazio per tutti (gli attuali esercenti) non ci sar\u00e0. E quindi una cernita sar\u00e0 imprescindibile.<\/p>\n<p><strong>Come?<\/strong><\/p>\n<p>Attraverso il procedimento selettivo adottato per la TV: piani, bandi e graduatorie.<\/p>\n<p><strong>Defezioni<\/strong><\/p>\n<p>Va per\u00f2 detto che, prima di allora, vi saranno defezioni determinate dall\u2019insostenibilit\u00e0 della multipiattaforma da parte delle emittenti minori.<\/p>\n<p><strong>Il dilemma<\/strong><\/p>\n<p>Quindi, per rispondere al dilemma iniziale: lo switch-off FM\/DAB+ \u00e8 altamente improbabile. \u00c8 invece in concreto attendibile uno switch-over relativamente ravvicinato. Con un progressivo abbandono della diffusione analogica partendo dalle aree meno rilevanti dal punto di vista demografico e\/o commerciale. O magari da quelle dove il consolidamento della distribuzione digitale sar\u00e0 stato, medio termine, conseguito.<\/p>\n<p><strong>Quando accadr\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Probabilmente entro il 2030. Insomma, cambia la prospettiva, ma non la scadenza.<\/p>\n<p><strong>In collaborazione con: <a href=\"https:\/\/www.newslinet.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">newslinet.com<\/a><\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si prevede, nella sostanza, il crollo di quel muro di Berlino che ha impedito l\u2019attuazione del Piano FM, previsto dal 1990, ma mai attuato Perch\u00e9 si parla cos\u00ec tanto di switch-off FM\/DAB+? Cosa c\u2019\u00e8 di probabile e cosa d\u2019inverosimile nella ridda di interventi sul controverso tema, da oltre un anno a questa parte? 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