{"id":1517,"date":"2021-08-13T13:13:48","date_gmt":"2021-08-13T11:13:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pubblicitaincambiomerce.it\/?p=1517"},"modified":"2026-04-20T11:57:36","modified_gmt":"2026-04-20T09:57:36","slug":"radio-e-web-brand-radiofonici-su-canali-social-molto-ancora-da-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/grupponext.net\/fr\/2021\/08\/13\/radio-e-web-brand-radiofonici-su-canali-social-molto-ancora-da-fare\/","title":{"rendered":"Radio e Web &#8211; Brand radiofonici su canali social: molto ancora da fare"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Lo strano caso di Radio Maria e l\u2019assenza di CEO e manager<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Radio Italia<\/strong> e <strong>DeeJay<\/strong> ancora in testa nella classifica degli iscritti a Social Radio Lab, anche se in calo. Performa Radio Maria, ma con messaggi unidirezionali rivolti all\u2019Assoluto, che non generano interazione. <strong>RTL 102.5<\/strong> differenzia in modo efficace il tipo di comunicazione in funzione della tipologia del canale. Tuttavia, a differenza di altri ambienti social (es. tech e automotive), incredibilmente non figurano la maggioranza dei CEO e manager radiofonici italiani. Il cui numero di follower dei pochi presenti non supera le poche migliaia. A dimostrare che non sempre la propensione alla comunicazione appartiene a chi vive di essa.<\/p>\n<p>Tutto questo \u2013 lo sottolineiamo a scanso di equivoci \u2013 nel ristretto perimetro degli iscritti a <strong>Social Radio Lab<\/strong>, ovviamente. Dal quale sono esclusi superperformer come <strong>Radio Radio<\/strong> e <strong>Lifegate<\/strong>, che, se valutati, potrebbero stravolgere la classifica.<\/p>\n<p><strong>Le ricerche<\/strong><\/p>\n<p>Social Radio Lab, progetto di ricerca, informazione, condivisione e confronto sull\u2019evoluzione della comunicazione radiofonica, ha pubblicato tra fine luglio e inizio agosto due interessanti rapporti. Il primo \u00e8 la nuova edizione di Radio Italiane su Social, monitoraggio della performance sui social media di un panel di 28 radio nazionali e da alcune delle radio locali pi\u00f9 seguite in Italia. Il secondo riguarda invece i CEO delle aziende italiane.<\/p>\n<p><strong>Delirio<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019analisi di questi dati \u2013 anche se limitata alle sole radio iscritte (il che pone evidentemente un\u2019ipoteca sulla possibilit\u00e0 di una visione d\u2019insieme pienamente affidabile) \u2013 \u00e8 interessante e ci ha indotto a porre alcune domande a Stefano Chiarazzo, fondatore di Pubblicodelirio\/Social Radio Lab.<\/p>\n<p><strong>Radio Italia \u00e8 DeeJay ancora le pi\u00f9 seguite nel perimetro SRL. Ma in calo&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Le radio pi\u00f9 seguite su Facebook tra quelle monitorate da SRL sono nell\u2019ordine Radio Italia (2,5 milioni di like) e Radio Deejay (2,2 milioni). Tuttavia, entrambe sono in diminuzione rispetto alla rilevazione precedente. Seguono \u2013 sempre nell\u2019alveo dei canali monitorati \u2013 Radio 105 e Radio Maria (1,7 milioni) e Rai Radio 2 (961.000).<\/p>\n<p><strong>Ascoltatori vs Follower<\/strong><\/p>\n<p>La tabella ascolti vs follower confronta il numero di ascoltatori con il numero di follower sui vari canali social delle radio monitorate con piu ascolti nel giorno medio. \u00c8 possibile notare come il ranking sia differente, a riprova che non esiste correlazione diretta tra ascoltatori e pubblico del social.<\/p>\n<p><strong>Le migliori performance<\/strong><\/p>\n<p>In una tabella separata vengono forniti i follower suddivisi per social. Si nota come Deejay sia prima su ben tre asset (Instagram, Twitter e Youtube), canali dove altre importanti reti nazionali hanno numeri relativamente modesti. Salta all\u2019occhio l\u2019assenza di Linkedin: ci torneremo tra poco parlando dei CEO.<\/p>\n<p><strong>La radio globale<\/strong><\/p>\n<p>Trattando di interazione con il pubblico colpisce la prestazione del solo marchio globale della radiofonia italiana: Radio Maria. Unica nella lodevole operazione di un\u2019espansione internazionale, l\u2019emittente totalizza in Italia un incredibile numero di interazioni: quasi 7 milioni. Confermando apparentemente la sua posizione come leader nell\u2019interattivit\u00e0 con il pubblico. Ma e\u2019 proprio cos\u00ec?<\/p>\n<p><strong>Il diavolo \u00e8 nei dettagli<\/strong><\/p>\n<p>Siamo andati a vedere la pagina di Radio Maria. L\u2019emittente genera un numero molto alto di post (ne abbiamo contati 13 solo tra le 9 e le 11.30 di mercoled\u00ec 11 agosto 2021), beneficiando per ciascuno di un numero sorprendente di commenti.<\/p>\n<p><strong>Richiesta di protezione<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta per\u00f2 per lo pi\u00f9 di richieste di protezione da parte degli ascoltatori. A nostro avviso non si tratta dunque di vera interazione tra l\u2019emittente ed il pubblico: piuttosto di messaggi unidirezionali rivolti all\u2019Assoluto, che restano purtroppo senza n\u00e9 risposta n\u00e9 \u201clike\u201d.<\/p>\n<p><strong>Differenziazione del messaggio<\/strong><\/p>\n<p>RTL 102.5 differenzia in modo efficace il tipo di comunicazione in funzione della tipologia del canale. Su Twitter, dove pubblica per lo pi\u00f9 news, l\u2019emittente ha prodotto 12.700 tweet tra gennaio e giugno, ottenendo oltre mezzo milione di like e commenti. Su TikTok, dove viene utilizzata invece una comunicazione pi\u00f9 leggera, l\u2019emittente guida la classifica con 249.000 follower.<\/p>\n<p><strong>Il CEO? Un content creator<\/strong><\/p>\n<p>Veniamo alla questione CEO. La ricerca pubblicata il 4 agosto titola letteralmente \u201cLa New Normality del CEO Italiani: su Linkedin l\u2019executive diventa content creator\u201d. \u00c8 un concetto che ci sembra molto importante: il CEO (presidente, amministratore delegato) si pone non come grigio dirigente, ma come star e immagine stessa del business.<\/p>\n<p><strong>TESLA<\/strong><\/p>\n<p>Il pensiero va subito a TESLA, che si \u00e8 imposta come marchio globale senza investimenti pubblicitari, ma solo grazie all\u2019immagine e ai tweet del suo geniale fondatore e proprietario.<\/p>\n<p><strong>Automotive first<\/strong><\/p>\n<p>Lo studio indica come leader italiano (in numero di follower su Linkedin) Stephan Wikkelmann di Lamborghini (79.600 follower), seguito da Luca de Meo di Renault (ed ex Fiat\/FCA). Notiamo il modo in cui si presenta de Meo: non amministratore delegato italiano della pi\u00f9 grande azienda automobilistica francese, oltretutto statale (conoscendo i francesi non \u00e8 cosa da poco), ma Car Enthusiast. Ottima posizione anche per Nerio Alessandri di Technogym, Starace di Enel Group e Cristina Scocchia (CEO di Kiko Milano e NED er Luxottica e Illy).<\/p>\n<p><strong>E i CEO radiofonici?<\/strong><\/p>\n<p>Non figurano nella ricerca i CEO radiofonici italiani, il cui numero di follower non supera le poche migliaia. Abbiamo chiesto a Stefano Chiarazzo di darci la sua visione anche su questo punto.<\/p>\n<p><strong>Social media nuovi e storici<\/strong><\/p>\n<p>(Newslinet) \u2013 Nel vostro studio affermate che Telegram\/TikTok e Twitch offrirebbero un coinvolgimento pi\u00f9 stretto rispetto a Facebook e Instagram.<br \/>\n(Stefano Chiarazzo) \u2013 <em>I brand radiofonici sono lovemark che accompagnano le persone nella loro vita quotidiana e sanno creare legami emozionali. Il fatto che stiano perdendo ascoltatori vuol dire che le loro community si stanno in parte allontanando. Proprio per questo \u00e8 importante investire nel creare e mantenere una relazione forte anche con gli ascoltatori del futuro.<\/em><\/p>\n<p><strong>I principali trend<\/strong><\/p>\n<p>I nuovi social media hanno un grande potenziale in questo per chi li approccia con un\u2019ottica di sperimentazione transmediale. Dal nostro monitoraggio emerge quanto su piattaforme pi\u00f9 mature, come in particolare Twitter e Facebook, la numerosit\u00e0 delle community delle radio italiane sia abbastanza stabile, con alcune emittenti che stanno anche perdendo follower. Social media pi\u00f9 giovani come TikTok, Twitch e lo stesso Instagram invece, in questo momento, mostrano tassi di crescita pi\u00f9 interessanti a dimostrazione che i contenuti radiofonici se creati ad hoc per un pubblico e una piattaforma possono rafforzare la diffusione e affezione al brand.<\/p>\n<p><strong>Estero non pervenuto<\/strong><\/p>\n<p>(NL) \u2013 Come si posizionano \u2013 sempre riguardo ai contatti social \u2013 i principali network italiani rispetto a quelli inglesi, tedeschi e francesi?<br \/>\n(S.C.) \u2013 <em>La nostra analisi \u00e8 incentrata sulle radio italiane.<\/em><\/p>\n<p><strong>Numero di ascoltatori ed engagement: due dati scorrelati<\/strong><\/p>\n<p>(NL) \u2013 La classifica degli ascolti secondo TER non corrisponde a quella dell\u2019engagement social a parit\u00e0 di marchi analizzati. Si potrebbero fare tre ipotesi per questo: la differente tipologia degli ascoltatori, la differente strategia di comunicazione, la possibile non correttezza delle classifiche TER (argomento di cui abbiamo parlato anche di recente). Risposta non politica, please\u2026<br \/>\n(S.C.) \u2013 <em>Dalla nostra analisi emerge che le 5 radio pi\u00f9 ascoltate hanno anche le community social pi\u00f9 grandi, sommando i follower su Facebook, Twitter, Instagram e YouTube. Oltre all\u2019affezione dei milioni di ascoltatori alle marche, questo \u00e8 dovuto ai budget di marketing che possono e vogliono mettere a disposizione dei social media.<\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019importanza degli investimenti<\/strong><\/p>\n<p>Un impegno grande e continuativo in termini di risorse, competenze e, in alcuni casi, investimenti pubblicitari che non impatta solo sui follower, ovviamente, ma su altre metriche come reach ed engagement. La disparit\u00e0 in termini di investimenti si ritrova non solo in assoluto ma spesso anche all\u2019interno dello stesso gruppo editoriale, come conseguenza di precise priorizzazioni strategiche.<\/p>\n<p><strong>Approccio mirato<\/strong><\/p>\n<p>Concentrandoci in particolare sull\u2019engagement vediamo strategie vincenti molto diverse che cambiano piattaforma per piattaforma sulla base delle strategie editoriali. Se su Facebook vince Radio Maria con un\u2019alta frequenza in termini di pubblicazione e di coinvolgimento di una community verticale, su Twitter RTL 102.5 \u00e8 leader puntando tutto sull\u2019informazione.<\/p>\n<p><strong>Approccio generalista<\/strong><\/p>\n<p>Su Instagram Radio Deejay (prima per engagement) e Radio 105 (contenuto con pi\u00f9 interazioni nel semestre) mixano un approccio generalista di notizie leggere e celebrity con azioni su programmi specifici dedicati ad un pubblico e genere musicale pi\u00f9 giovane. Su YouTube ritroviamo Radio Deejay con un approccio visual radio.<\/p>\n<p><strong>Radio e CEO: Linkedin non pervenuto\u2026<\/strong><\/p>\n<p>(NL) \u2013 Nella vostra ricerca pubblicata il 4 agosto fornite un\u2019interessante classifica di CEO e manager italiani che sono anche star di LinkedIn. Non figura per\u00f2 nessun radiofonico\u2026<br \/>\n(S.C.) \u2013 <em>In effetti sono diversi i manager radiofonici che comunicano attivamente attraverso i propri profili social personali. Molti di loro, essendo anche direttori artistici e conduttori radiotelevisivi, privilegiano piattaforme con un pubblico trasversale come Instagram o Facebook. Pensiamo ad esempio a Linus di Radio Deejay o Alan Palmieri di Radionorba.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u2026con alcune eccezioni<\/strong><\/p>\n<p>Alcuni, cito tra questi Massimiliano Montefusco di RDS e Stefano Bragatto di Radio Monte Carlo, preferiscono invece \u2013 per il ruolo ricoperto o per scelta strategica \u2013 una presenza pi\u00f9 istituzionale e professionale proprio su LinkedIn. Non mancano ovviamente manager, come Marco Pontini di Radio Italia, che optano per una modalit\u00e0 mista multipiattaforma e una diversificazione dei contenuti e delle modalit\u00e0 relazionali con i diversi pubblici.<\/p>\n<p><strong>Un costo o una fonte di reddito?<\/strong><\/p>\n<p>(NL) \u2013 I social possono essere fonte di redditivit\u00e0 diretta per le emittenti o sono un costo necessario per aumentare la visibilit\u00e0 degli altri canali (FM, DAB+, siti, streaming) vettori di pubblicit\u00e0 e quindi fonti di ricavi?<br \/>\n(S.C.) \u2013 <em>I social media richiedono un impegno sempre pi\u00f9 importante che, se coordinato in maniera integrata con il resto dell\u2019informazione, intrattenimento e comunicazione radiofonica, contribuisce alla costruzione del brand. Guardando anche agli ultimi rebranding effettuati dalle radio emerge con chiarezza la volont\u00e0 di far leva fortemente sulle attivit\u00e0 social anche in ottica di branded content. Una pratica che diventa molto efficace quando il brand radiofonico e il brand del cliente hanno molto in comune sia dal punto di vista valoriale che di target.<\/em><\/p>\n<p><strong>Ripartire dopo un\u2019epidemia<\/strong><\/p>\n<p>Certo, le radio oggi sono di fronte a una grande sfida data dall\u2019interruzione e ora lenta ripresa degli eventi, che vedono nei social media grandi alleati per dare risonanza al di l\u00e0 dell\u2019audience gi\u00e0 presente sul territorio. Anche qui torniamo all\u2019importanza della volont\u00e0, capacit\u00e0 e impegno nello sperimentare soluzioni alternative in periodi di grandi cambiamenti in attesa di tornare ad una normalit\u00e0 che sar\u00e0 comunque diversa da dove eravamo partiti.<\/p>\n<p><strong>Il terribile \u201calgoritmo\u201d<\/strong><\/p>\n<p>(NL) \u2013 L\u2019algoritmo di Facebook sta stroncando tutti i tentativi di reindirizzare gli utenti fuori dal social network: praticamente il social sta diventando un circuito chiuso\u2026<br \/>\n(S.C.) \u2013 <em>Non \u00e8 una novit\u00e0 che i giganti del digitale cerchino di creare un proprio ecosistema che tenga le persone al suo interno conquistando cos\u00ec la leadership. La buona notizia \u00e8 che se un link sa generare interesse e interazione nei primi minuti pu\u00f2 portare comunque risultati interessanti. Ma deve essere parte integrante di un piano editoriale che include anche altri contenuti pi\u00f9 amati dai social media come immagini e video.<\/em><\/p>\n<p><strong>Un\u2019ottica transmediale<\/strong><\/p>\n<p>Come abbiamo avuto modo di raccontare anche nell\u2019ultima ricerca, le radio sono pi\u00f9 portate a creare contenuti transmediali in grado di creare affezione e relazione rispetto ad altri media tradizionali. Sicuramente i link sono ancora molto utilizzati per portare traffico sul sito e monetizzarlo, ma sono raramente \u201cspammati\u201d.<\/p>\n<p><strong>Link esterni vs interni<\/strong><\/p>\n<p>Sono invece condivisi con un\u2019immagine di anteprima, caption dedicata e una domanda o call to action in grado di generare coinvolgimento nell\u2019audience. In alternativa, decidono di non inserire proprio il link, ma optano per un post nativo con grafica personalizzata e un uso appropriato di tag e hashtag. La penalizzazione dei link da parte di social media come Facebook sembra dunque essere una problematica che molte radio hanno gi\u00e0 preso in considerazione nel progettare i loro piani editoriali.<\/p>\n<p><strong>In collaborazione con: <a href=\"https:\/\/www.newslinet.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">newslinet.com<\/a><\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo strano caso di Radio Maria e l\u2019assenza di CEO e manager Radio Italia e DeeJay ancora in testa nella classifica degli iscritti a Social Radio Lab, anche se in calo. Performa Radio Maria, ma con messaggi unidirezionali rivolti all\u2019Assoluto, che non generano interazione. 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