{"id":1557,"date":"2021-09-03T18:01:21","date_gmt":"2021-09-03T16:01:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pubblicitaincambiomerce.it\/?p=1557"},"modified":"2026-04-20T11:55:39","modified_gmt":"2026-04-20T09:55:39","slug":"radio-inutile-seguire-modelli-ormai-inesistenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/grupponext.net\/fr\/2021\/09\/03\/radio-inutile-seguire-modelli-ormai-inesistenti\/","title":{"rendered":"Radio &#8211; Inutile seguire modelli ormai inesistenti"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Guardare a quanto successo a carta stampata, anticipatrice di avvicendamenti e trend<\/p><\/blockquote>\n<p>Alla fine degli anni \u201990, quando gli analisti avvertivano gli editori della carta stampata, in particolare dei grandi quotidiani, che il tornado delle news online si stava per abbattere su di loro, ricevevano in risposta dei cordiali \u201cma va! Siamo qui dal 1500 e ci rimarremo ancora a lungo\u201d.<\/p>\n<p><strong>La botta\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Come \u00e8 andata \u00e8 storia: un po\u2019 come per chi aveva soprannominato il Titanic l\u2019inaffondabile. E\u2019 vero che le principali fonti informative online sono ancora riconducibili alle storiche testate della carta stampata; tuttavia, per riprendersi dal crollo dei primi anni 2000, gli editori online ci hanno messo oltre dieci anni.<\/p>\n<p><strong>\u2026 e la risposta<\/strong><\/p>\n<p>E, beninteso, tra morti e feriti, non ci sono ancora riusciti del tutto, perch\u00e9 coloro che sono disposti a pagare per acquisire news via web (l\u2019equivalente dell\u2019acquisto della copia fisica) sono decisamente pochi e quindi il sistema \u00e8 sostanzialmente ancorato sugli introiti pubblicitari (oltre che sui contributi pubblici).<\/p>\n<p><strong>Off line<\/strong><\/p>\n<p>Per la Radio sta accadendo pi\u00f9 o meno la stessa cosa. Gli editori sono stati da tempo messi in guardia sul fatto che il loro pubblico sta velocemente invecchiando e le abitudini di ascolto (metodi di fruizione, soprattutto) stanno altrettando rapidamente cambiando. Il target giovanile \u00e8 oggettivamente disinteressato e numericamente irrilevante, essendo in gran parte ormai appannaggio dello streaming on demand.<\/p>\n<p><strong>Utenza grigia<\/strong><\/p>\n<p>Speranze vengono dalla progressione anagrafica, coi giovani che, crescendo, divengono fruitori della radio in auto (non ovviamente per la musica in s\u00e9, quanto per il tappeto di info, viabilit\u00e0 ed intrattenimento).<\/p>\n<p><strong>One click<\/strong><\/p>\n<p>Per il pubblico pi\u00f9 adulto il baluardo radiofonico \u00e8 ancora costituito dalla garanzia di semplicit\u00e0 di fruizione dell\u2019autoradio. Il famoso one click: clicco un tasto e sono dentro. Una tendenza sperimentata in tv col passaggio al digitale e l\u2019adozione del logical channel numbering (LCN).<\/p>\n<p><strong>Te le comando io<\/strong><\/p>\n<p>Tanto che, per semplificare la vita all\u2019utenza meno avvezza alla tecnologia, gli OTT dello streaming video on demand come Prime, Netflix, Disney, Rakuten, hanno stretto accordi coi produttori tv per allocare sui telecomandi tasti per l\u2019accesso diretto alle piattaforme. One click, per l\u2019appunto.<\/p>\n<p><strong>Il problema tecnico\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Tornando alla Radio, nelle case la situazione \u00e8 pi\u00f9 complicata: i ricevitori FM sono sotto la soglia del 30%, con una progressione di diminuzione molto veloce. E quindi, per ascoltare la Radio, occorre disporre di altro strumento: la tv o i device connessi alla rete (pc, smartphone \u2013 che nell\u2019outdoor ha preso il posto delle radioline da spiaggia \u2013 tablet, smart speaker, ecc.).<\/p>\n<p><strong>Progressione di click<\/strong><\/p>\n<p>Nel primo caso, l\u2019one click \u00e8 agevole per fruire della radio attraverso la tv; un po\u2019 meno per alcuni dei device IP. Anche se la tendenza \u00e8 ormai verso la semplificazione, mediata dalla progressiva familiarizzazione con i device connessi anche da parte di un pubblico tecnologicamente meno predisposto.<\/p>\n<p><strong>\u2026 e quello contenutistico<\/strong><\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che un pubblico adulto, sempre meno vincolato all\u2019one click, comincer\u00e0 a guardare oltre la Radio, magari attingendo a contenuti on demand, come i podcast. Un po\u2019 come accaduto agli over 50, che, dopo aver acquisito dimistichezza con le piattaforme come Netflix &amp; C, hanno iniziato a fruire della tv non in funzione della piattaforma, ma dei contenuti.<\/p>\n<p><strong>Pensionati<\/strong><\/p>\n<p>Anche in questo caso pu\u00f2 soccorrere l\u2019esempio della carta stampata. Negli USA ci sono riviste (stampate) che resistono saldamente nelle vendite fisiche. I nomi della top five delle vendite sono emblematici: Aarp The Magazine (la rivista bimestrale dei pensionati pubblicata dalla relativa associazione), con 36,5 mln di lettori; Better Homes and Gardens (periodico dedicato a case e giardini). Ma anche Good Housekeeping (consigli per casa e famiglia) e National Geograpich e Reader\u2019s Digest. Tutto il resto della carta \u00e8 letteramente crollato, con uno spostamento massiccio verso l\u2019online.<\/p>\n<p><strong>Decluttering<\/strong><\/p>\n<p>Cosa insegna ci\u00f2? Che i top player della radiofonia devono iniziare a ragionare come OTT, stringendo accordi con l\u2019automotive per formule one click e di decluttering, velocemente perfezionando i contenuti e concentrandoli sul target in via di mutazione. Espungendo gli elementi estranei (al target), da destinare alle piattaforme on demand attraverso soluzioni verticali.<\/p>\n<p><strong>In collaborazione con: <a href=\"https:\/\/www.newslinet.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">newslinet.com<\/a><\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guardare a quanto successo a carta stampata, anticipatrice di avvicendamenti e trend Alla fine degli anni \u201990, quando gli analisti avvertivano gli editori della carta stampata, in particolare dei grandi quotidiani, che il tornado delle news online si stava per abbattere su di loro, ricevevano in risposta dei cordiali \u201cma va! 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