{"id":1651,"date":"2021-10-08T09:10:31","date_gmt":"2021-10-08T07:10:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pubblicitaincambiomerce.it\/?p=1651"},"modified":"2026-04-20T11:48:15","modified_gmt":"2026-04-20T09:48:15","slug":"dtt-mamma-mi-sono-perso-il-mux","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/grupponext.net\/fr\/2021\/10\/08\/dtt-mamma-mi-sono-perso-il-mux\/","title":{"rendered":"DTT &#8211; Mamma mi sono perso il MUX!"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Tra sviluppi nazionali, diffusioni satellitari e HBBTV si studiano e sperimentano tecniche di sopravvivenza<\/p><\/blockquote>\n<p>Quali sviluppi per i soggetti che non troveranno spazio sul televisore dopo il processo di refarming? Cosa succeder\u00e0 ai marchi\/palinsesti che non troveranno spazio sui nuovi <strong>MUX DTT<\/strong>? Mentre entra nella fase finale il processo di refarming della banda 700 MHz in Sardegna, area pilota, come fu oltre dieci anni con lo switch-off analogico\/digitale, si cominciano a valutare le contromisure per coloro che non avranno accesso sul digitale televisivo terrestre di seconda generazione.<\/p>\n<p><strong>Senza sbocco sui nuovi mux tra il 25 ed il 75% dei titoli preesistenti ai bandi<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cRiteniamo congruo stimare che, a seconda delle aree tecniche, rimarranno senza sbocco sul digitale televisivo terrestre una percentuale di titoli FSMA assentiti prima dei bandi ex L. 205\/2017 compresa tra il 25 ed il 75%\u201d<\/em>, commenta Giovanni Madaro, economista di Consultmedia, che ha assistito tra operatori di rete e fornitori di servizi di media audiovisivi circa 300 soggetti nelle varie fasi della procedura di refarming.<\/p>\n<p><strong>I tagli causati dal taglio<\/strong><\/p>\n<p>Soprattutto a causa del controverso vincolo legato al taglio minimo di capacit\u00e0 trasmissiva acquisibile (1,5 Mbit\/s, elevato dal Mise rispetto al limite di 1,0 Mbit\/s indicano da Agcom), mediamente, quindi, il 50% degli attuali FSMA, se vorr\u00e0 continuare a svolgere l\u2019attivit\u00e0 televisiva, dovr\u00e0 dirigersi su soluzioni diverse rispetto alla veicolazione su mux DTT areali.<\/p>\n<p><strong>Sviluppi nazionali, per pochi<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cUna strategia che abbiamo proposto a fornitori di contenuti che avevano gi\u00e0 un interesse sovralocale, cio\u00e8 marchi\/palinsesti diffusi su molte regioni, \u00e8 stata quella di assumere una connotazione nazionale, acquisendo autorizzazioni FSMA con annessi LCN per tale ambito\u201d, continua Madaro. \u201cSi \u00e8 trattata, ovviamente, di una cerchia molto ristretta di soggetti che avevano gi\u00e0 una dimensione editoriale e finanziaria compatibile con un rinnovato assetto di questo tipo, evidentemente dispendioso (anche se meno rischioso)\u201c<\/em>.<\/p>\n<p><strong>SAT<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cQualche altro soggetto ha, nelle more, deciso di investire sul satellite. Tuttavia, i costi comunque rilevanti e la platea potenziale (10 mln di utenti, circa 4,6\/4,8 mln Sky e 3,4\/4,5 mln Tivusat, ndr) hanno generalmente registrato interessi tiepidi in tale direzione\u201c<\/em>, continua il consulente.<\/p>\n<p><strong>HBBTV<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cDecisamente pi\u00f9 interesse hanno invece riscontrato gli sviluppi della HBBTV, sia per i costi contenuti che per l\u2019enorme sviluppo che stanno avendo le smart tv, spinte dal rinnovamento del parco dei televisori (legato proprio al refarming della banda 700 MHz, ndr) e soprattutto dall\u2019espansione delle piattaforme di streaming video on demand come Netflix, Prime Video, Rakuten, Disney, ecc.\u201d<\/em>, evidenzia l\u2019economista.<\/p>\n<p><strong>DAD, smart working e servizi amministrativi digitali sviluppatori della tv via IP<\/strong><\/p>\n<p>La pandemia ha infatti esponenzialmente esteso la connettivit\u00e0 nelle abitazioni, anche e soprattutto per esigenze di DAD, smart working e servizi amministrativi digitali. Logica conseguenza di ci\u00f2 \u00e8 stata che un vasto pubblico, fino a poco tempo fa restio all\u2019utilizzo di tecnologie IP ha dovuto, giocoforza, adattarsi alle necessit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Gate d\u2019ingresso<\/strong><\/p>\n<p>Il problema fondamentale rimane tuttavia quello della semplicit\u00e0 di utilizzo e la HBBTV, alla prova dei fatti, costituisce un ideale ponte tra il modello LCN, inteso in questo caso come gate di ingresso, e il mosaico di contenuti tipico delle piattaforme di streaming on demand\u201d, sottolinea Madaro.<\/p>\n<p><strong>Post test<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cInsieme al nostro partner Mainlink, abbiamo affinato proposte per la Hybrid Broadcast Broadband Tv in nazionale, avviando sperimentazioni che stanno uscendo ora dalla fase di test per entrare in quella di operativit\u00e0 stabile\u201d<\/em>, interviene Massimo Rinaldi, ingegnere di Tecnomedia, braccio tecnico di Consultmedia, di cui cura l\u2019area di sviluppo tecnologico.<\/p>\n<p><strong>Rintracciabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cD\u2019altra parte, gli indicatori sono coerenti: mentre il sat ed il DTT, quand\u2019anche di nuova generazione, sono destinati a vedere erosa progressivamente la propria penetrazione nelle case, gli sviluppi IP sulla tv registreranno una crescita costante nei prossimi anni. Il problema, come detto, \u00e8 solo quello della rintracciabilit\u00e0 dei contenuti da parte degli utenti. E\u2019 su questo che occorre concentrare l\u2019attenzione. Ma non \u00e8 una novit\u00e0: \u00e8 la regola del web\u201d<\/em>, conclude Rinaldi.<\/p>\n<p><strong>In collaborazione con: <a href=\"https:\/\/www.newslinet.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">newslinet.com<\/a><\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra sviluppi nazionali, diffusioni satellitari e HBBTV si studiano e sperimentano tecniche di sopravvivenza Quali sviluppi per i soggetti che non troveranno spazio sul televisore dopo il processo di refarming? Cosa succeder\u00e0 ai marchi\/palinsesti che non troveranno spazio sui nuovi MUX DTT? 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