{"id":1844,"date":"2022-01-21T15:53:14","date_gmt":"2022-01-21T14:53:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pubblicitaincambiomerce.it\/?p=1844"},"modified":"2026-04-20T11:42:18","modified_gmt":"2026-04-20T09:42:18","slug":"tv-con-svod-competizione-tv-cambiata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/grupponext.net\/fr\/2022\/01\/21\/tv-con-svod-competizione-tv-cambiata\/","title":{"rendered":"TV &#8211; Con SVOD competizione TV cambiata"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Prima broadcaster lo capiranno, prima adotteranno strategie sensate<\/p><\/blockquote>\n<p>Scaglioni (Universit\u00e0 Cattolica): L\u2019industria \u201ctradizionale\u201d della TV non ha ancora ragionato a sufficienza su TikTok e YouTube. La contrazione del consumo della TV generalista \u00e8 contenuta, ma la questione vera \u00e8 se sia controbilanciata \u2013 e spiegata \u2013 dalla crescita dei consumi in streaming. Prima i broadcaster tradizionali iniziano a capire che il loro terreno di competizione sta cambiando, prima si inizieranno a intraprendere delle strategie sensate.<\/p>\n<p><strong>Intervista al Prof. Scaglioni<\/strong><\/p>\n<p>Dopo aver visto come opera il centro e aver discusso di televisione convergente e, soprattutto, aver appreso come i possessori di Smart TV abbiano ormai una fruizione ripartita in misura 50\/50 tra tradizionali canali lineari e SVOD, approfondiamo le questioni legate alle piattaforme streaming e a come i broadcaster tradizionali vi si possano relazionare.<\/p>\n<p><strong>TikTok e YouTube<\/strong><\/p>\n<p>(Newslinet) \u2013 Nelle indagini definite \u201cTotal Audience\u201d si iniziano a rilevare i canali social pi\u00f9 video-oriented quali TikTok e YouTube. Come vi ponete rispetto a queste realt\u00e0 ?<br \/>\n(Massimo Scaglioni) \u2013 Abbiamo delle stime di tempo speso su entrambi, soprattutto grazie al lavoro che fanno alcuni dei nostri partner, con cui analizziamo questi fenomeni. \u00c8 impressionante notare come, soprattutto fra le giovani generazioni, entrambi stiano crescendo in termini di tempi di consumo. A mio avviso l\u2019industria \u201ctradizionale\u201d della TV non ha ancora ragionato a sufficienza su quanto sta accadendo, soprattutto fra i pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p><strong>Una contrazione contenuta del consumo della TV generalista<\/strong><\/p>\n<p>(NL) \u2013 Nella slide Evoluzione della platea: i consumi prima, durante e dopo la pandemia affermate che \u201c\u2026Oggi (Novembre 2021, N.d.R.) la platea \u00e8 di poco pi\u00f9 di un milione di spettatori inferiore al periodo pre-pandemico\u201c. Ci\u00f2 parrebbe contrastare col quadro generale che avete descritto come piuttosto roseo per la TV in generale\u2026<br \/>\n(M.S.) \u2013 S\u00ec e no. Si \u00e8 data molta enfasi, nei mesi scorsi, al supposto \u201ccrollo della TV generalista\u201d. Ma i dati erano davvero falsati perch\u00e9 si confrontavano i risultati di questo autunno con quelli del precedente. Ma sono dati incomparabili, per quanto dicevo prima. Se confrontiamo i dati col periodo pre-pandemico, c\u2019\u00e8 una contrazione del consumo generalista, ma pi\u00f9 contenuto.<\/p>\n<p><strong>Equilibri in evoluzione<\/strong><\/p>\n<p>Il tema, per me cruciale, \u00e8: questa contrazione \u00e8 controbilanciata \u2013 e spiegata \u2013 dalla crescita dei consumi in streaming? Questa \u00e8 la vera domanda da porsi. In altre parole, la mia sensazione \u00e8 che si consumino pi\u00f9 audiovisivi nel contesto post-pandemico, ma gli equilibri tra TV tradizionale e streaming inizino a cambiare. Ci\u00f2 detto, io sono convinto che la TV tradizionale, con le sue specificit\u00e0 di generalismo e di presidio del \u201cqui e ora\u201d, continuer\u00e0 a rimanere centrale anche nei prossimi anni.<\/p>\n<p><strong>Golden rule e mucche nella notte<\/strong><\/p>\n<p>(NL) \u2013 Nella slide Un anno in Total Audience parlate di una crescita del 26% (2021\/2020) dei \u201cLegitimate Stream\u201d. Come sono definiti e quale la durata minima di visione perch\u00e9 uno stream venga conteggiato?<br \/>\n(M.S.) \u2013 \u00c8 la misura definita dalla cosiddetta golden rule di Auditel. \u00c8 molto importante che ci sia una misurazione stabilita con criteri chiari e trasparenti, perch\u00e9 nel mondo \u201cInternet\u201d spesso queste misurazioni rappresentano un po\u2019 una \u201cnotte in cui tutte le vacche sono nere\u201c, per fare una citazione colta.<\/p>\n<p><strong>Solidit\u00e0 dei dati<\/strong><\/p>\n<p>Nel mondo televisivo questo non \u00e8 possibile, la TV ci ha abituato a dati solidi, trasparenti e condivisi almeno dagli anni Ottanta, una certezza per i mercati e per gli investitori pubblicitari.<\/p>\n<p><strong>Basta 1\/3 di secondo<\/strong><\/p>\n<p>Per rispondere alla sua domanda tecnica, un Legitimate Stream \u00e8 uno stream della TV digitale (cio\u00e8 attivato da un device connesso in rete, anche una Smart TV) e visualizzato per almeno 300 millisecondi. Gli stream di durata inferiore ai 300ms di fatto non vengono conteggiati nel mondo della Total Audience, una garanzia per evitare di \u201cmontare\u201d scorrettamente i dati\u2026<\/p>\n<p><strong>Streaming +68% di ore fruite<\/strong><\/p>\n<p>(NL) \u2013 Nella ricerca parlate di un incremento del 68% del tempo speso fruendo contenuti televisivi in streaming (da 472 a 790 milioni di ore). Tuttavia, la ricerca si ferma proprio a maggio 2021, quando in qualche modo il lockdown \u00e8 terminato. Potete anticiparci cosa \u00e8 successo nell\u2019estate e autunno 2021?<br \/>\n(M.S.) \u2013 Da quello che vediamo, l\u2019abitudine a dedicare pi\u00f9 tempo a consumi in streaming, per varie ragioni (l\u2019aumento delle produzioni originali \u201cdigital only\u201d, il tema del calcio, la forza della cosiddetta \u201ccatch-up\u201c, cio\u00e8 il recupero di quanto si \u00e8 perso in palinsesto), \u00e8 in crescita. Ma \u00e8 un po\u2019 presto per tirare le somme, lo faremo con l\u2019Annuario 2022, che speriamo di poter presentare attorno a novembre di quest\u2019anno.<\/p>\n<p><strong>Audience vs ore cumulate<\/strong><\/p>\n<p>(NL) \u2013 Sulle pagine di NL abbiamo ospitato BARB che ha risposto a Netflix su quale sia la miglior metodologia da utilizzare per censire gli ascolti in un\u2019epoca di non linearit\u00e0: Ore Cumulate (preferite da Netflix) rispetto ad Audience (preferita da BARB). Come vi ponete rispetto alla questione?<br \/>\n(M.S.) \u2013 Non vedo una contrapposizione tra \u201caudience media\u201d e \u201ctempo speso\u201d, anche perch\u00e9 il calcolo della prima dipende dal secondo dato. Il problema con le stime di Netflix, pur interessanti, \u00e8 che sono dei mega-aggregati globali che ci dicono poco. A differenza di quanto ha fatto BARB, che ha finalmente proposto un dato confrontabile di un contenuto che, a mio parere, \u00e8 pienamente televisivo: \u201cSquid Game\u201c, una serie TV.<\/p>\n<p><strong>Un messaggio per i broadcaster tradizionali<\/strong><\/p>\n<p>So che c\u2019\u00e8 nell\u2019industria chi sostiene che una serie, o una partita di calcio, una volta distribuita da una piattaforma di streaming, \u00e8 quasi \u201contologicamente\u201d qualcosa di diverso da un prodotto TV. A mio parere, e lo dico con tutta la cautela del caso, non \u00e8 cos\u00ec: prima i broadcaster tradizionali iniziano a capire che il loro terreno di competizione sta cambiando e che bisogna contrastare gli attacchi di questi potenti attori globali, prima si inizieranno a intraprendere delle strategie sensate.<\/p>\n<p><strong>La torta cresce, cambia il rapporto tra le fette<\/strong><\/p>\n<p>(NL) \u2013 Qualche numero sui ricavi pubblicitari di Google\/YouTube e Facebook rispetto a quelli dei broadcaster tradizionali.<br \/>\n(M.S.) \u2013 Negli anni della crisi economica la torta si \u00e8 ristretta, poi dal 2016 \u00e8 ricominciata la crescita. La TV tradizionale ha tenuto bene le sue posizioni nello scorso decennio, ma sono soprattutto gli attori \u201cglobali\u201d d\u2019Internet che sono cresciuto in modo impressionante. Anche questi sono dati da cui, a mio parere, gli editori tradizionali dovrebbero iniziare a ragionare in termini un po\u2019 pi\u00f9 strategici.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia dei contenuti: poca originalit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>(NL) \u2013 Parliamo di contenuti. Nella slide intitolata Format internazionali e indice d\u2019innovazione: nuovi e rinnovi dichiarate che rispetto ai contenuti l\u2019Italia \u00e8 poco esportatore e molto importatore. Dov\u2019\u00e8 il problema?<br \/>\n(M.S.) \u2013 Il problema sta nel fatto che questo indicatore ci racconta di una industria dei contenuti, quella italiana, che investe poco nell\u2019originalit\u00e0, nello sviluppo di cose nuove, e preferisce adagiarsi o sulla continua ripetizione del gi\u00e0 visto (l\u2019ennesima edizione del solito reality) oppure, quando va bene, sulla sperimentazione attraverso format internazionali.<\/p>\n<p><strong>Ricerca e sviluppo nel dominio dei contenuti<\/strong><\/p>\n<p>Quest\u2019ultima cosa non \u00e8 affatto un problema in s\u00e9, ma almeno una piccola quota di \u201cricerca e sviluppo\u201d negli investimenti di broadcaster e case di produzione potrebbe ridare dinamismo a una industria ferma e conservatrice. Fuori dall\u2019Italia abbiamo esempi straordinari, da Israele alla Corea. Cosa abbiamo in meno noi italiani, soprattutto nel campo della creativit\u00e0?<\/p>\n<p><strong>In collaborazione con: <a href=\"https:\/\/www.newslinet.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">newslinet.com<\/a><\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima broadcaster lo capiranno, prima adotteranno strategie sensate Scaglioni (Universit\u00e0 Cattolica): L\u2019industria \u201ctradizionale\u201d della TV non ha ancora ragionato a sufficienza su TikTok e YouTube. La contrazione del consumo della TV generalista \u00e8 contenuta, ma la questione vera \u00e8 se sia controbilanciata \u2013 e spiegata \u2013 dalla crescita dei consumi in streaming. 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