{"id":852,"date":"2021-03-22T17:50:47","date_gmt":"2021-03-22T16:50:47","guid":{"rendered":"https:\/\/nextcom.info\/2021\/03\/22\/media-nielsen-pubblicita-mese-di-gennaio-2021-a-10-copy\/"},"modified":"2026-04-20T12:17:31","modified_gmt":"2026-04-20T10:17:31","slug":"radio-ricerca-censis-ratifica-visual-radio-e-tendenze-utenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/grupponext.net\/fr\/2021\/03\/22\/radio-ricerca-censis-ratifica-visual-radio-e-tendenze-utenti\/","title":{"rendered":"Radio &#8211; Ricerca Censis ratifica visual radio e tendenze utenti"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Su 41 mln, 19 ascoltano con schermi. Non interessa il device ma il contenuto<\/p><\/blockquote>\n<p>La Ricerca Censis sulla radiovisione ratifica il fenomeno della visual radio. Non \u00e8 pi\u00f9 una tendenza, ma una realt\u00e0. Di cui gli editori, volenti o nolenti, devono prendere atto. Gli italiani, infatti, la chiedono. Su 41 milioni di ascoltatori radiofonici, ormai 19 lo fanno attraverso device dotati di schermo (+8% in un anno). 11 vengono solo dalla televisione. L\u2019utenza \u00e8 ormai del tutto indifferente rispetto alla piattaforma: quel che cerca e quel che conta \u00e8 il contenuto. Ma attenzione: la radio non \u00e8 la televisione. La televisione \u2013 in ambito visual radio \u2013 \u00e8 solo un vettore (uno dei vettori) della radio.<\/p>\n<p><strong>Emilio Carelli: in casa non ci sono pi\u00f9 ricevitori FM. Noi ascoltiamo la radio con Alexa<\/strong><\/p>\n<p>Anche perch\u00e9, come abbiamo pi\u00f9 volte evidenziato, ormai solo in un 1\/3 delle case ci sono ricevitori FM. Carelli (Sky): noi a casa non abbiamo pi\u00f9 un apparecchio radiofonico. Ascoltiamo la radio con Alexa.<\/p>\n<p><strong>Ricerca Censis: la transizione verso la radiovisione<\/strong><\/p>\n<p>La ricerca Censis \u00abLa transizione verso la radiovisione\u00bb, presentata oggi da Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis, e Anna Italia del Censis, e discussa da Roberto Arditti, Davide Giacalone, Emilio Carelli e Maurizio Gasparri, ha ratificato tutte le considerazioni effettuate da NL negli ultimi anni (prima come tendenze, poi come condizioni fattuali) a riguardo della visual radio.<\/p>\n<p><strong>La radio fenomeno di massa, capace di coniugare continuit\u00e0 e innovazione<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa radio \u00e8 e rimane un fenomeno di massa. Sono pi\u00f9 di 41 milioni gli italiani che seguono programmi radiofonici\u201c, si legge nella Ricerca Censis.<\/p>\n<p>\u201cDi questi, 27 milioni utilizzano anche dispositivi alternativi all\u2019apparecchio tradizionale e all\u2019autoradio. Sono numeri che dimostrano che la radio \u00e8 riuscita a rigenerarsi nel tempo, ibridandosi con gli altri media e sintonizzandosi sui nuovi stili di vita degli italiani. La radio \u00e8 riuscita a conservare il suo valore tradizionale adattandosi ai tempi e oggi accompagna la vita di fasce di pubblico trasversali per et\u00e0, condizione economica e status sociale\u201c.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo della radio durante la pandemia secondo la Ricerca Censis<\/strong><\/p>\n<p>\u201cDurante il primo lockdown il 30,5% degli italiani si \u00e8 informato almeno una volta al giorno sulla pandemia e sulle regole da rispettare attraverso la programmazione radiofonica\u201c, spiega la Ricerca Censis. \u201cNella forzata reclusione casalinga il 30% dei radioascoltatori ha dedicato pi\u00f9 tempo all\u2019ascolto in casa rispetto al periodo pre-Covid. I dati sull\u2019ascolto medio giornaliero nel secondo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 sono chiari: a fronte di un calo del numero di ascoltatori dall\u2019autoradio, dovuto alle limitazioni alla mobilit\u00e0, e di una tenuta dell\u2019apparecchio tradizionale, crescono tutti gli altri device. Nell\u2019ultimo anno gli spettatori dei canali televisivi della radio in un giorno medio sono aumentati dell\u20198%\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il boom della radiovisione<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa radiovisione \u00e8 una realt\u00e0 in crescita, che sta vivendo un vero e proprio boom grazie alla modalit\u00e0 simulcast crossmediale, cio\u00e8 alla possibilit\u00e0 di fruire dei contenuti radio contemporaneamente su qualsiasi dispositivo. Sono circa 19 milioni gli italiani che seguono programmi radiofonici in formato video attraverso uno schermo: tv, smartphone o pc\u201d.<\/p>\n<p><strong>11 milioni gli ascoltatori del televisore<\/strong><\/p>\n<p>\u201cDi questi, quasi 11 milioni seguono la radiovisione sugli schermi tv. La visual radio non \u00e8 un fuoco di paglia, destinato a spegnersi dopo la pandemia, ma \u00e8 fortemente in sintonia con le aspettative degli italiani. Il 52% dichiara che vorrebbe avere sempre di pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di fruire dei contenuti radiofonici su device diversi anche in formato video. E il 50% di chi segue la radiovisione la trova piacevole, il 27,5% coinvolgente, il 24% innovativa\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il passaggio dal mezzo ai contenuti \u00e8 compiuto<\/strong><\/p>\n<p>\u201cOggi quello che conta non \u00e8 l\u2019apparecchio radio in s\u00e9, ma i contenuti, di cui gli utenti vogliono poter fruire attraverso qualsiasi device, in ogni luogo, in qualsiasi momento, per intero o a spezzoni, in diretta e on demand. Il 59% degli italiani associa alla radio determinate trasmissioni che seguirebbe anche su device diversi dall\u2019apparecchio tradizionale\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ricerca Censis: questione di piattaforme<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl passaggio dal mezzo alla piattaforma di contenuti fruibili in ogni luogo e da ogni device \u00e8 ormai compiuto. L\u201985% degli italiani ne \u00e8 consapevole e ne d\u00e0 un giudizio positivo. E le percentuali raggiungono il 95% tra i giovani millennial, il 95% tra gli imprenditori e i liberi professionisti, il 92% tra gli studenti\u201d.<\/p>\n<p><strong>La crossmedialit\u00e0 non si discute<\/strong><\/p>\n<p>\u201cL\u201989% degli italiani \u00e8 convinto che la partita degli ascolti si vinca sul piano della qualit\u00e0 dei contenuti e dei programmi proposti e non su quello degli apparecchi che li veicolano. L\u201987% pensa che la multicanalit\u00e0 sia la logica evoluzione dei cambiamenti intervenuti negli stili di vita e nelle modalit\u00e0 di consumo della popolazione. Il 72% vuole poter seguire i contenuti radio in qualsiasi momento della giornata e in ogni luogo, a prescindere dal device utilizzato\u201d, osserva la Ricerca Censis.<\/p>\n<p><strong>La radio, il pi\u00f9 social dei media<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa radio \u00e8 dentro la vita degli italiani e chi la utilizza si sente parte di una comunit\u00e0. Il 63% di chi segue i programmi radiofonici attiva almeno una forma di interazione con essi. Il 23% visita il sito delle emittenti di proprio gradimento, il 20% segue i profili social di programmi e di conduttori, il 19% ha scaricato una app che consente di fruire i contenuti che preferisce sullo smartphone\u201d.<\/p>\n<p><strong>Interazioni<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl 12% degli utenti condivide i contenuti radio sui social network personali e il 13% condivide i video dei programmi. Tra chi segue le dirette, il 20% invia messaggi sms o WhatsApp oppure e-mail durante le trasmissioni e il 10% telefona in diretta. Forte \u00e8 la componente on demand, rappresentata da chi segue i programmi su YouTube (18%) e scarica i podcast (12%)\u201d, sintetizza in conclusione la Ricerca Censis. (E.G. per NL)<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su 41 mln, 19 ascoltano con schermi. 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